Zero Trust selettivo nell’OT: pregi e limiti del framework MATRIX
Pubblicato il 23 ottobre 2026 su ICTSecurityMagazine.com
Le sei parti precedenti della serie hanno presentato il framework MATRIX e lo hanno messo alla prova su uno scenario illustrativo, sugli standard e su un incidente reale.
Questa settima parte fa un bilancio. L’autore indica che cosa il metodo aggiunge agli schemi esistenti, quali limiti presenta e se può essere applicato fuori dal settore energetico. È la sezione da leggere con occhio critico: i limiti sono dichiarati senza reticenze.
Zero Trust selettivo: implicazioni del framework MATRIX
Cosa aggiunge MATRIX agli approcci esistenti, quali limiti presenta e quanto può essere esteso oltre il settore energetico.
I vantaggi del framework MATRIX per lo Zero Trust selettivo
Il valore di MATRIX risiede nel collegamento esplicito che istituisce tra la comprensione dell’ambiente e la selezione dei controlli. Rispetto al processo istituzionale in cinque fasi,[1] che indica cosa fare ma non come decidere tra alternative su asset eterogenei, il framework aggiunge tre elementi distintivi: la profilazione sistematica dell’idoneità, che àncora le scelte alla reale capacità tecnica dei dispositivi; l’analisi esplicita dei compromessi, che impedisce di trattare la sicurezza come variabile indipendente dalla continuità operativa; e la matrice di allocazione, che rende tracciabile e comunicabile l’intera catena decisionale.
Quest’ultimo aspetto ha un valore non solo tecnico ma organizzativo: la matrice costituisce uno strumento di dialogo tra i team responsabili delle politiche di sicurezza e i proprietari dei sistemi, le cui priorità – disponibilità e safety – divergono spesso da quelle informatiche.
Profilazione, tradeoff e matrice di allocazione: cosa aggiunge MATRIX
MATRIX non sostituisce gli schemi esistenti ma li assume e li raffina. Le sue fasi M e T sono complementari ai primi due passi del processo in cinque fasi; la fase I corrisponde alla costruzione dell’architettura e delle politiche, arricchita però dalla logica di allocazione differenziata; la fase X riprende il monitoraggio continuo. La novità non è dunque nei singoli ingredienti, molti dei quali derivano dalla normativa e dalla letteratura citate, ma nella loro composizione in un metodo coerente, ripetibile e orientato alla missione.
I limiti di MATRIX: scoring, validazione e rischio residuo
La proposta presenta limiti che è doveroso esplicitare. In primo luogo, MATRIX è una metodologia qualitativa: l’attribuzione dei punteggi di idoneità e la ponderazione dei compromessi comportano margini di soggettività e richiedono competenze multidisciplinari – ingegneristiche, di processo e di sicurezza.
In secondo luogo, il framework non è stato ancora sottoposto a validazione empirica su impianti reali; lo scenario della Sezione 4 ha valore illustrativo, non sperimentale. In terzo luogo, l’efficacia dell’allocazione dipende dalla disponibilità di tecnologie abilitanti – in particolare di layer intermediari capaci di mediare protocolli legacy – la cui maturità varia tra domini e fornitori. Infine, permane il problema dei componenti non adeguabili: per essi MATRIX offre un quadro per riconoscere e gestire il rischio residuo, non per eliminarlo.
Zero Trust selettivo oltre l’energia: manifattura, acqua, oil & gas e trasporti
Quanto alla generalizzabilità, il framework è stato illustrato nel dominio energetico ma la sua struttura è indipendente dal settore: i mission thread, i profili di idoneità e i compromessi cambiano contenuto, non forma, passando alla manifattura, al ciclo idrico, all’oil & gas o ai trasporti.
Resta una minaccia alla validità nel rischio che la flessibilità del metodo si traduca in incoerenza applicativa: senza criteri di scoring condivisi e documentati, due analisti potrebbero giungere a matrici divergenti per lo stesso impianto. La definizione di linee guida di scoring e di metriche di riferimento, indicata tra gli sviluppi futuri, è perciò condizione per un’adozione affidabile.
Dai limiti di MATRIX al quadro normativo NIS2
Nell’ottava e ultima parte della serie l’autore colloca MATRIX nel quadro normativo europeo e nazionale, dalla NIS2 al codice di rete sul settore elettrico, e indica le direzioni di sviluppo del metodo. Il paper integrale «Zero Trust selettivo negli ambienti OT» è disponibile per il download.
Riferimenti
- [1] Cloud Security Alliance, Zero Trust Guidance for Critical Infrastructure. Seattle, WA, USA: CSA Zero Trust Working Group, ott. 2024.
Vincenzo Calabro' | Ingegnere informatico specializzato in sicurezza informatica e investigazioni digitali. Autore di articoli e saggi. Lecturer, Speaker, Trainer.